LA NOSTRA STORIA

La nostra storia

Direttivo:

Ivan Polato

Jahel Beer
Luca Bertolini
Lorella Morandi
Cora Cavicchi
Marina De Marco
Rosalba Polani
Andrea Simoni

1986

La Consulta Comunale nasce nel gennaio 1986, il primo articolo apparso sul giornale Filo Diretto scritto da Luigi Menna dove spiega chiaramente gli intenti :

“In un articolo apparso qualche settimana fa sul settimanale l’Espresso, Antonio Gambino cerca di trovare delle spiegazioni al problema della violenza che caratterizza i rapporti nel mondo d’oggi: dai rapporti politici ad alto livello, a quelli del microcosmo quotidiano; quelli, per intenderci, che tutti abbiamo sott’occhio ogni giorno: il problema della tossicodipendenza, per esempio, o della crisi della famiglia, della scuola, delle comunicazioni interpersonali ecc.
Tra tutte le piste interpretative che Antonio Gambino tenta di tracciare per interpretare questo fenomeno, soprattutto una risulta essere di estremo interesse per tutti noi. Egli sostiene che uno dei motivi che stanno alla base dell’esplosione di violenza nel mondo contemporaneo è dovuto alla crisi di partecipazione , sempre più evidente, che allontana la gente dalla vita pubblica.
Per crisi di partecipazione si intende quel fenomeno che vede, da un lato, le persone con i loro problemi sempre più pressanti e dall’altro lato, le istituzioni pubbliche sempre più lontane dall’esperienza quotidiana della gente, in una separazione quasi totale come due vasi non comunicanti.
Qualcuno ha voluto chiamare il mondo della gente, “mondo vitale” e la vita, lo sappiamo tutti, è in continua trasformazione e movimento in una dinamica che, per i credenti, è in piena sintonia col progetto creativo di Dio.
Distinguendo tra “mondi vitali” (la gente) e istituzioni si vuole sottolineare, invece, il carattere non vitale delle istituzioni stesse che sembra arrivino in ritardo e, magari con il piede sbagliato nel rispondere ai bisogni delle persone, quando rispondono. Il più delle volte non rispondono affatto ed ecco la crisi di partecipazione.
In sostanza, in una simile situazione, la gente si arrangia per proprio conto, se può. Se non può, sopporta male l’incongruenza delle risposte istituzionali in relazione ai propri bisogni, ed è violenza che si scatena contro tutti non risparmiando nemmeno se stessi.
Questa lunga premessa analizza, in modo forse pessimistico ma credo abbastanza vicino alla realtà (soprattutto quella delle grandi metropoli) una situazione generale.
Sono valutazioni che calate in loco possono anche non trovare un riscontro così tragico.
Appiano è tutt’altro che una grande metropoli, è un paese, importante fin che si vuole ma, fortunatamente per chi ci abita, di dimensioni contenute.
Il mondo di cui facciamo parte e che, direttamente o indirettamente, anche noi contribuiamo a rendere quello che è, attraverso i canali che tutti conosciamo, (mezzi di comunicazione di massa, ecc.) non ci permette di essere ignorato.
Ecco perché è importante agire e partecipare attivamente alla vita comune. La partecipazione è una forma di difesa contro l’anonimato e la perdita di identità.
La partecipazione costante e costruttiva dona una carica di vitalità e di senso delle istituzioni e rende più credibile l’immagine che di esse abbiamo.
La partecipazione è, infine, conoscenza e la conoscenza elimina il pregiudizio e i malintesi, in pratica, contribuisce di molto a ridurre quella che viene chiamata la tensione sociale.
Uno dei compiti fondamentali che la Consulta Comunale s’è data e che sintetizza un po’ tutte le sue funzioni, è quello di favorire e alimentare il livello di partecipazione alla vita pubblica della comunità di madre lingua italiana di Appiano.
Attuare questo intento non è cosa facile. Soprattutto difficile, ma premessa indispensabile è superare il pregiudizio di parte; vale a dire, tutte quelle valutazioni che avrebbero la pretesa di riconoscere nel comportamento della Consulta, una particolare colorazione politica, anziché un’altra.
Questo pregiudizio può avere conseguenze molto concrete e temibili di quelle che non possono sembrare a prima vista.
Tuttavia, è bene chiarirlo una volta per tutte, la Consulta, che comunque ha una sua linea politica, (in quanto agendo in ambito pubblico non può non averla) ha l’ambizione, molto ferma, di collocarla oltre la contesa politica dei partiti, la quale trova legittimazione negli ambiti che le sono propri, ma non in questo.
La Consulta intende attuare le sue linee di intervento tastando sempre il polso alla gente senza distingue né per il colore politico, né per qualsiasi altra possibile discriminazione.
La Consulta, inoltre, non vuole diventare un’altra istituzione, ma un organismo agile che si pone al servizio dei cittadini e da questi tra lo spunto per impostare il suo agire.
Certo, a questo punto, la partecipazione di tutti, ma proprio di tutti, diventa indispensabile per impostare ed attuare qualsiasi progetto. E questa partecipazione noi, membri dell’attuale Comitato Direttivo, la chiediamo prima di ogni altra cosa.
Le persone di questa comunità debbono imparare a considerare la Consulta come un loro strumento partecipativo e dettare linee di intervento che siano l’esatta espressione di ciò che li anima.

Il mezzo di comunicazione della Consulta Comunale fu un “notiziario di informazione chiamato “Filo Diretto” distribuito gratuitamente alla popolazione italiana.
L‘editore del “Filo Diretto” era la Consulta Comunale, che finanziava il bollettino d‘informazione con il sostegno del Comune e mediante inserzioni pubblicitarie.
Su „Filo Diretto“ venivano pubblicati le comunicazioni delle associazioni, dei partiti politici e della parrocchia, le relazioni sull‘attività amministrativa del Comune, gli annunci di manifestazioni, le lettere al direttore e simili. Filo Diretto contava dalle 12 alle 18 pagine per edizione. I vari responsabili e collaboratori nel corso degli anni, furono Arcangelo Blasiol, Bruno Arervo, Ivana Baraldo, Giancarlo Felin, Francesco Pinto, Luigia Valin, Lorenza Bertol, Luigi Menna, Flavia Lorenzini, Ezio Baraldo, Pierino Accorrà ed Ernesto Pisani oltre a diversi collaboratori e collaboratrici occasionali.
Le attività della Consulta Comunale oltre alla redazione di Filo Diretto erano anche quelle di organizzare conferenze e concorsi per i giovani.
2002

Nel maggio del 2002 venne pubblicata l‘ultima edizione. La deliberazione del Comune di Appiano di pubblicare un bollettino d‘informazione in lingua italiana ebbe quale conseguenza un congelamento dei mezzi finanziari per il „Filo Diretto “.
La richiesta di un bollettino d‘informazione in lingua italiana, che venisse pubblicato dal Comune come nel caso del bollettino d‘informazione in lingua tedesca „Gemeindeblatt“, si fece negli anni ‘90 sempre più forte e fu anche ripetutamente argomento di discussione nel corso delle sedute consiliari. I comuni di Appiano e Caldaro con due diverse delibere aderirono al progetto e nacque la versione italiana del Notiziario Comunale. Per i primi tempi con uscita ogni due settimane e poi a partire dal 2008, il Notiziario Comunale viene pubblicato quale allegato interno del „Gemeindeblatt“, esce pertanto settimanalmente e per entrambi bollettini c‘è un unico abbonamento. (Cit.Riassunto di dott. Paolo Florio in base alla storia di dott. Maria Hechtensteiner).
Dal 2002, dopo la chiusura di “Filo Diretto”, la Consulta cambia mission, puntando tutto sulla cultura. Cambia ragione sociale e diventa Associazione Culturale Consulta Comunale, cambiando di fatto la propria natura non più politica ma culturale organizzando concerti ed eventi culturali per adulti giovani e bambini.
Collabora stabilmente con Acli, biblioteca comunale, associazione turistica di Appiano e Upad e con altre associazioni occasionalmente, il nuovo direttivo si prefigge di organizzare eventi culturali nel Comune di Appiano.
Nascono alcuni eventi fissi come il Concerto di Natale, dove si esibiscono tre cori di madrelingua tedesca, italiana e ladina, lo spettacolo in lingua italiana durante le Settimane Enoculturali di San Paolo,
La collaborazione con la biblioteca, con le serate di letture e musica di autori famosi, interpreti locali e non, danno vita a momenti di cultura e divertimento di alto livello.
Passando poi per le attività per i bambini e famiglie, come la settimana delle Arti Circensi, il cinema per bambini, la Festa delle Famiglie, il Carnevale per i bambini nella grande sala della Raffeisenhalle in collaborazione con le A.c.l.i.
Per gli adulti le conferenze i concerti di musica e gli spettacoli di teatro.


2007

Nel 2007 nasce il centro giovanile SUB (www.subcentrogiovani.it) ulteriore proposta per i nostri cittadini più giovani diretto e gestito dal Direttivo, sostenuto della Provincia Autonoma di Bolzano Ripartizione 15 – Servizio Giovani e dal Comune di Appiano.
Il centro giovani fin da subito diventa un punto di riferimento per i nostri giovani per l’impegno dei nostri operatori professionali. Nel 2013 l’offerta aumenta il livello proponendo un progetto biennale denominato “Impatto Zero” che cerca di portare nella coscienza dei giovani la cultura del riciclo, delle energie rinnovabili, del territorio lanciando anche input su possibili nuove figure lavorative.
Molti anni sono passati e tante persone hanno fatto la storia di questa associazione, le finalità sono cambiate m tutti credo mossi dalla v Queste sono solo alcune delle attività che dal 2002 l’Ass. Cult. Consulta Comunale propone alla popolazione di Appiano e non solo. I collaboratori sono tutti cittadini del Comune di Appiano, volontari e desiderosi di dare alla comunità di Appiano dei momenti di cultura, ludici e di aggregazione.
Seguiteci su Fb e Tw, Google+ e sul nostro sito, che aggiorneremo periodicamente ad ogni evento organizzato.
2019
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